Ancora una condanna per MPS su Cirio.

Ancora una condanna per MPS su Cirio.

La Corte di Appello di Firenze riforma la sentenza precedente. Ad ulteriore vantaggio dei risparmiatori, dovrà risarcire oltre 350.000 euro senza che gli stessi debbano restituire i titoli Cirio acquistati. Franchi: “Anche i risparmiatori delle Banche in default possono recuperare investimenti perduti.” Con sentenza n. 3041  del 19.6.18 LA Corte d’appello di Firenze ha parzialmente

La Corte di Appello di Firenze riforma la sentenza precedente. Ad ulteriore vantaggio dei risparmiatori, dovrà risarcire oltre 350.000 euro senza che gli stessi debbano restituire i titoli Cirio acquistati.

Franchi: “Anche i risparmiatori delle Banche in default possono recuperare investimenti perduti.”

Con sentenza n. 3041  del 19.6.18 LA Corte d’appello di Firenze ha parzialmente confermato una sentenza del Tribunale di Firenze (sentenza n. 776/11) che aveva pronunciato la risoluzione per inadempimento alcuni contratti di acquisto di titoli Cirio e condannato la banca intermediaria, Monte dei Paschi di Siena s.p.a., alla restituzione delle somme versate in occasione di diversi acquisti  (€ 79.000,00, € 75.000,00. € 85.000,00 ed € 94.000,00), oltre interessi legali, previa restituzione dei titoli.
Dopo che l’istituto di credito ha proposto appello, il giudice del gravame ha parzialmente riformata la sentenza, a vantaggio degli acquirenti, perché ha escluso la risoluzione, condannando la banca al risarcimento dei danni, quantificati nella somma di € 288.360,48, oltre interessi legali da computati su tale importo da rivalutarsi anno per anno, così da arrivare alla macroscopica somma di € 356.414,06, oltre spese e senza restituzione dei titoli.
La Corte d’appello ha chiarito in motivazione che, quando venga dedotto l’inadempimento scaturente dalla violazione di norme del TUF (Testo Unico Finanziario), compete all’intermediario provare l’avvenuto adempimento delle specifiche obbligazioni poste a suo carico e, sotto il profilo soggettivo, di aver agito con la specifica diligenza richiesta.
Sulla base di queste considerazioni, la Corte, dopo aver ritenuto inammissibile perché proposta tardivamente la domanda di risoluzione,  ha accolto quella risarcitoria, fondata sull’inadempimento della banca agli obblighi informativi a suo carico, rilevando che l’istituto di credito non aveva informato i clienti del fatto che le obbligazioni Cirio, ossia quelle da loro acquistate, erano riservate, a causa della loro pericolosità, ad investitori professionali e che erano state emesse non dalla società italiana, ma da una controllata lussemburghese, creata appunto per sottrarsi alle regole italiane che impedivano alla Cirio, a causa dei suoi debiti, di emettere obbligazioni.
 Secondo l’avvocato Giovanni Franchi di Parma, il legale che ha tutelato i risparmiatori sia in primo che i secondo grado e che sono anni che si occupa di risparmio tradito,  “La sentenza merita di essere ricordata, perché dimostra che i risparmiatori hanno ancora speranza di essere tutelati e di recuperare gli investimenti perduti. Questo, oggi, con preciso riferimento alle obbligazioni e le azioni emesse da banche finite recentemente in default, come la Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza e Banca Apuleia” –  titoli per i quali l’avv. Franchi ha già avviato cause civili.

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