Contro la sindrome da burnout pre -vacanze l’allenamento viene in nostro aiuto. L’esercizio fisico infatti aiuta a rigenerare corpo e mente. L’esperta spiega come farlo e quando farlo
C’è qualcosa che accade ogni anno a giugno che quasi nessuno definisce con precisione: non è solo stanchezza. È la somma di mesi di lavoro accumulato, di riunioni infinite, di liste di cose da fare che crescono più velocemente di quanto vengano completate. A questo si aggiunge il caldo che arriva prima che abbiamo avuto il tempo di prepararci e soprattutto il miraggio delle vacanze all’orizzonte.
Il risultato è una condizione nota come sindrome da burnout pre-vacanze: irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e quella sensazione che il corpo stia implorando di fermarsi. È proprio in questo momento che molte persone prendono la decisione peggiore possibile: smettere di allenarsi, quando invece bisognerebbe fare proprio il contrario
A spiegarlo è Alicia Salcedo, dottoranda in Biochimica e Biologia Molecolare e ricercatrice specializzata nel rapporto tra sport e salute per la fondazione Hit4Change di Brooklyn Fitboxing. Da anni studia come il movimento influenzi il nostro cervello e i nostri ormoni.
Il cortisolo, il grande nemico
Quando siamo sotto pressione per settimane, il nostro corpo produce cortisolo in modo continuativo. Questo ormone, utile in dosi occasionali, diventa un problema quando rimane elevato nel tempo. Compromette la memoria, ci rende più reattivi emotivamente e ci priva di un sonno davvero rigenerante.
In questa situazione l’allenamento viene in nostro aiuto, infatti uno degli strumenti più efficaci per smaltire il cortisolo è l’esercizio fisico che non ci esaurisce ulteriormente, ma costruisce uno scudo protettivo per il nostro organismo. La fatica fisica che proviamo dopo una sessione di allenamento è fisiologicamente diversa dall’esaurimento mentale che ci portiamo dietro ed è, inoltre, rigenerante.

Vade retro insonnia
Un altro grande nemico è l’insonnia da rimuginio, generata dalla nostra mente che, di notte, continua a riprodurre email senza risposta, conversazioni in sospeso e piani di vacanza che sembrano non concretizzarsi mai.
La vera fatica fisica derivante dall’esercizio fisico migliora in modo significativo la qualità e la quantità del sonno nelle persone sotto stress psicologico. Non è un effetto placebo, ma un vero e proprio effetto fisico benefico determinato dalla chimica all’interno del nostro corpo.
Scaricare la tensione è fondamentale
La pressione prolungata generata da ansia e stress ha anche una dimensione fisica di cui si parla poco. Il corpo accumula tensione che si manifesta con mascella serrata, spalle incurvate, respiro corto. Tutto questo ha bisogno di una valvola di sfogo. Allenamenti ad alta intensità che combinano esercizio cardiovascolare e movimenti di forza, come la fitboxing, risultano efficaci nel favorire un rilascio catartico dello stress accumulato, riducendo in modo misurabile i livelli di ansia e alleviando la pressione sul corpo.
Le ricerche indicano inoltre che mantenere un’attività fisica regolare rappresenta un fattore protettivo indipendente contro la depressione.
L’antidoto all’isolamento di fine stagione
C’è un elemento spesso sottovalutato nel rapporto tra sport e salute mentale: la componente sociale. In un periodo dell’anno in cui il sovraccarico informativo ci porta a chiuderci, gli sport di gruppo agiscono come un naturale contrappeso. Studi recenti hanno identificato la connessione sociale e il senso di appartenenza come fattori chiave nella relazione tra attività fisica e benessere mentale. In pratica, si tratta di avere uno spazio di socialità che non sia né lavoro né casa.
Quando e come ricominciare?
Di solito si parla di settembre come momento per ricominciare. È proprio dopo l’estate che sentiamo parlare di ritorno in palestra, buoni propositi e nuovo inizio. Ma i dati indicano un’altra direzione: giugno è esattamente il momento in cui l’esercizio offre il massimo ritorno. Non dopo l’estate. Adesso.
Programmi come Brooklyn Fitboxing, con una metodologia ad alta intensità che si adatta a tutti i livelli e oltre 270 club nel mondo, permettono di integrare l’allenamento nella routine di giugno senza grandi investimenti di tempo. Supportati da una community e, per chi viaggia, dalla possibilità di continuare ad allenarsi tramite app anche in vacanza.
Stefania Lupi


