La tradizione artigiana non è un patrimonio immobile, ma una materia viva capace di cambiare forma. È questa la prospettiva con cui Artigianato e Palazzo 2026 torna a Firenze dall’11 al 13 settembre, trasformando il Giardino Corsini in un grande laboratorio dedicato alla creatività, alla manualità e al rapporto tra uomo e natura.
La XXXII edizione della manifestazione riunirà circa 100 artigiani e giovani designer italiani e internazionali, chiamati a raccontare attraverso oggetti, tecniche e sperimentazioni un modo contemporaneo di intendere il fare artigiano.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà “Riconnettersi con la natura”: non soltanto un tema estetico, ma una chiave di lettura che attraversa materiali, processi produttivi, recupero, sostenibilità e ricerca progettuale.
Riconnettersi con la natura: quando la materia diventa progetto
Terra, acqua, legno, fibre, ceramica e materiali recuperati diventano il punto di partenza di una manifestazione che mette in dialogo il patrimonio della tradizione con le nuove sensibilità del design.
L’obiettivo è mostrare come la sostenibilità possa superare la dimensione della semplice scelta produttiva per diventare una vera visione culturale. In questo percorso, la natura non è soltanto qualcosa da osservare o imitare: diventa parte del processo creativo e suggerisce nuovi modi di progettare e costruire.
A rendere ancora più immersiva l’esperienza saranno tre interventi speciali dedicati rispettivamente a installazione, suono e architettura.
Linfa di Jonathan Bocca: il Giardino Corsini diventa un organismo da esplorare
Tra i progetti più attesi figura “Linfa. La filosofia dello stupore”, installazione site-specific affidata al designer Jonathan Bocca.
L’intervento attraverserà gli spazi del Palazzo e del Giardino Corsini con una grande forma organica, pensata come una sorta di linfa vitale capace di collegare ambienti, memoria storica e contemporaneità.
Il progetto nasce dall’idea della meraviglia come strumento di conoscenza. Il patrimonio storico viene così riletto attraverso una nuova esperienza visiva e materica, in cui arte, design e manifattura dialogano senza cancellare ciò che già esiste.
Jonathan Bocca, designer scultoreo italo-polacco nato a Lucca nel 1998, si è formato all’IED di Firenze e ha studiato anche alla UAL di Londra. La sua ricerca si muove sul confine tra arte, design e pratica artigianale, con una particolare attenzione alla materia e al lavoro manuale.
Bosco Sonoro: 25 sculture per ascoltare il paesaggio
Nel percorso di Artigianato e Palazzo 2026 trova spazio anche Bosco Sonoro, progetto di Michel Vecchi.
Nell’Orto delle Monache, 25 sculture a forma di fungo ricavate da alberi caduti daranno vita a un ambiente nel quale la percezione visiva si intreccia con quella sonora.
Il visitatore potrà attraversare questo particolare paesaggio accompagnato dall’ascolto in cuffia, vivendo il giardino come uno spazio sospeso e intimo. Natura, trasformazione e percezione diventano così gli elementi di un’unica esperienza.
Thòlos di CanyaLab: il bambù come architettura sostenibile
A completare il trittico di progetti speciali sarà Thòlos, padiglione in bambù realizzato da CanyaLab.
La struttura nascerà direttamente nel Giardino Corsini come un vero e proprio cantiere aperto durante i giorni della manifestazione. Il progetto propone un’idea di architettura reversibile, costruita in dialogo con il contesto naturale anziché imporsi su di esso.
Il bambù, materiale rinnovabile, diventa quindi anche strumento per raccontare un processo nel quale tecnica, manualità e sostenibilità procedono insieme.
Tra Natura e Artificio: quando l’artigiano trasforma la materia
La Galleria dell’Artigianato di Artex presenterà nel 2026 la collettiva “Tra Natura e Artificio”, con la curatela scientifica di Jean Blanchaert e l’allestimento dello Studio La Vanguardia.
Il progetto parte da una domanda semplice ma centrale: cosa accade quando una materia naturale viene trasformata dall’uomo attraverso creatività, tecnica e cultura?
Il percorso mette così in evidenza oggetti, forme, colori e decorazioni che richiamano il mondo naturale, insieme a tecniche e sperimentazioni orientate verso un rapporto più rispettoso con l’ambiente.
Antonietta Mazzotti Emaldi, la ceramica come racconto della natura
Un altro appuntamento di rilievo sarà “Nostra Signora della Ceramica: Antonietta Mazzotti Emaldi”, realizzato nell’ambito del progetto La Grande Bellezza – The Dream Factory di Starhotels, con Fondazione Cologni e Gruppo Editoriale.
La mostra riporterà a Firenze una delle protagoniste storiche della ceramica faentina, artista-artigiana capace di combinare tradizione, ricerca e una forte componente simbolica.
Le opere selezionate appartengono a diverse collezioni, tra cui Menadi, Garofano – Faience Garden, Proserpina e Survival. Natura, mito, trasformazione e resilienza sono alcuni dei temi che attraversano questa produzione, nella quale la ceramica diventa un linguaggio capace di evocare immagini e significati oltre la semplice funzione dell’oggetto.
Artigiani italiani e internazionali: tradizione, recupero e innovazione
Il percorso espositivo riunirà realtà molto diverse, accomunate dalla volontà di ripensare il rapporto tra materia, cultura e progetto.
Tra gli esempi segnalati figurano gli occhiali in corno naturale di Ushak Atelier di Meraviglie, le camicie di FRii Shirt realizzate recuperando biancheria dismessa dagli hotel, le tinture naturali al guado di Guado Urbino e i gioielli di Ha.Ma., ottenuti dalla lavorazione del marmo di Carrara.
Non mancheranno inoltre il cristallo recuperato di Studio Bojola, gli arredi realizzati con legni e materiali di recupero da Nika Arts, la lacca urushi di Kikumi Terada, la cesteria contemporanea e le fibre naturali lavorate su antichi telai.
Un insieme eterogeneo che restituisce l’immagine di un artigianato capace di custodire la memoria e, contemporaneamente, di sperimentare nuove strade.
Next Generation: cinque giovani artigiani guardano al futuro
Uno degli spazi più significativi della manifestazione sarà ancora una volta Next Generation, sostenuto dalla Fondazione Ferragamo.
Qui saranno protagonisti giovani artigiani e designer che hanno scelto di costruire la propria ricerca partendo da tecniche, conoscenze e tradizioni per arrivare a linguaggi personali.
Tra i protagonisti figurano:
- Ozio Piccolo Studio Tessile di Simone Falli, che lavora con filati naturali, telai in legno autoprodotti e tinture vegetali;
- Eremōns di Chen Yueting e Xu Weidong, realtà tra Cina e Italia che rielabora motivi legati alle minoranze etniche del Guizhou;
- Lapo Giusti, ceramista impegnato nella ricerca sugli smalti cristallini applicati a grès e porcellana;
- Tommaso Maselli, artigiano e restauratore formatosi nella bottega di famiglia, attiva a Firenze dal 1955;
- Kimberly Bárcenas Hernández, artista-artigiana che lavora con la tecnica dello sgraffito, mettendo in relazione muralismo messicano e tradizioni europee.
Cinque percorsi differenti che condividono una stessa idea: la tradizione può essere il punto di partenza per innovare, non un limite da conservare immutato.
L’artigianato come strumento di inclusione sociale
La XXXII edizione rafforza anche il rapporto tra artigianato e inclusione attraverso il progetto “L’Artigianato che unisce, l’Artigianato che include”, sostenuto dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
La manifestazione darà spazio a realtà che utilizzano il lavoro manuale come occasione di formazione, autonomia, integrazione e valorizzazione delle persone.
Saranno presenti, tra le altre, la Cooperativa Alice di Milano, FLO Concept, Community Garden APS, Cooperativa Sociale SolcoLibertas e Associazione Progress. Le realtà coinvolte potranno esporre e vendere le proprie creazioni, ma anche incontrare il pubblico attraverso dimostrazioni e workshop.
Da Firenze alla Tunisia: la ceramica delle donne di Sejnane
All’interno della manifestazione sarà inoltre ospitata una mostra curata dall’associazione no-profit Malles Design Mediterraneo, dedicata alle ceramiche realizzate a mano dalle donne del villaggio tunisino di Sejnane.
Gli oggetti esposti saranno in vendita e il ricavato andrà a sostenere direttamente le artigiane che li hanno realizzati, aggiungendo alla dimensione culturale quella concreta del sostegno alle comunità artigiane.
Ricette di Famiglia: la cucina di D’Annunzio arriva al Giardino Corsini
Non solo arti decorative e design. Il programma di Artigianato e Palazzo 2026 proporrà anche un appuntamento dedicato alla memoria gastronomica.
Ogni giorno alle 18, nel Giardinetto delle Rose, “Ricette di Famiglia” racconterà la figura di Albinia Lucarelli Becevello, conosciuta come “Suor Intingola”, storica cuoca di Gabriele D’Annunzio.
Il racconto partirà dall’ampio epistolario conservato al Vittoriale, con oltre 2.000 messaggi attraverso i quali il poeta comunicava desideri e curiosità legati alla cucina.
Gli incontri saranno curati da Annamaria Tossani, con Maddalena Santeroni venerdì 11 settembre e Federico D’Annunzio sabato 12 e domenica 13. Alcuni messaggi del poeta saranno letti dall’attrice Maria Cassi. A seguire, il pubblico potrà assaggiare alcune delle preparazioni legate alla tradizione di Suor Intingola, servite su piatti “Ricette di Famiglia” realizzati da Bitossi Home.
RECREOS a Palazzo: artigianato e rigenerazione urbana
La Fondazione CR Firenze presenterà “RECREOS a Palazzo”, una selezione dei vincitori del Bando Recreos, progetto dedicato alla riqualificazione artigianale di via Palazzuolo.
L’iniziativa punta a mettere in relazione mestieri d’arte, nuove attività e trasformazione urbana, anticipando le botteghe che apriranno in autunno lungo la strada.
La Fondazione CR Firenze sostiene Artigianato e Palazzo dal 2000 e conferma anche per questa edizione il Premio Perseo – Fondazione CR Firenze, assegnato attraverso il voto dei visitatori allo stand più apprezzato.
Premi, talk e laboratori per vivere la mostra
Il programma sarà arricchito dal Premio Giorgiana Corsini, destinato allo stand con l’allestimento più curato, e dal premio Eccellenza Italiana di EGGroup Italy.
Non mancheranno inoltre incontri e attività aperte al pubblico, tra cui laboratori per bambini, esperienze dedicate alla decorazione e all’intreccio, attività di sartoria e visite guidate alla scoperta del Giardino Corsini e del suo patrimonio arboreo.
Una mostra dove il futuro passa ancora dalle mani
Artigianato e Palazzo 2026 prova a rispondere a una domanda sempre più attuale: come può la tradizione continuare a essere contemporanea?
La risposta arriva dalle mani degli artigiani. Mani capaci di recuperare tecniche antiche, sperimentare nuovi materiali, dare una seconda vita agli oggetti e trasformare la sostenibilità in pratica quotidiana.
A Firenze, per tre giorni, il Giardino Corsini diventerà così il luogo in cui natura, memoria e innovazione si incontrano. Un appuntamento che non guarda soltanto a ciò che l’artigianato è stato, ma soprattutto a ciò che può ancora diventare.
Artigianato e Palazzo 2026: tutte le informazioni
Artigianato e Palazzo – XXXII edizione
Date: 11-13 settembre 2026
Luogo: Giardino Corsini, Firenze
Indirizzo: Via della Scala 115 / Via Il Prato 58
Orario: 10.00-19.30
La manifestazione sarà quindi un’occasione per incontrare maestri artigiani, giovani talenti, designer e realtà impegnate nella ricerca sui materiali, ma anche per vivere il Giardino Corsini attraverso installazioni, suoni, architetture, laboratori e momenti di approfondimento.


