Fertilità femminile e informazione, un binomio ancora difficile per molte donne.

Un’indagine presentata durante i Sestre Talks all’Università di Bari rivela che quasi il 60% delle intervistate non ha mai ricevuto informazioni sulla salute riproduttiva, mentre il 70% ha cercato più volte risposte attraverso l’intelligenza artificiale. Dall’ovulazione alla ricerca di una gravidanza, emerge una crescente esigenza di orientamento, con il coinvolgimento dei medici e il ruolo delle nuove tecnologie al centro del dibattito.

La fertilità resta uno degli argomenti più importanti e, allo stesso tempo, meno affrontati con continuità nell’informazione dedicata alla salute femminile. Eppure, conoscere il proprio corpo, comprendere il ciclo mestruale e avere accesso a indicazioni scientificamente attendibili rappresenta un’esigenza concreta per tante donne.

A riportare l’attenzione su questo tema sono stati i primi Sestre Talks, organizzati il 22 settembre all’Università di Bari in occasione della Giornata Nazionale della Fertilità. L’iniziativa, promossa dalla startup femtech Sestre, ha presentato i risultati di un’indagine condotta nell’agosto 2026 sulla propria community, facendo emergere un quadro significativo del rapporto tra donne, informazione sanitaria e strumenti digitali.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda il vuoto informativo: quasi sei donne su dieci dichiarano di non aver mai ricevuto informazioni sulla fertilità e sul benessere riproduttivo. Una carenza che spinge molte a cercare autonomamente risposte, anche attraverso l’intelligenza artificiale, in un contesto nel quale il confronto con i professionisti sanitari continua a essere fondamentale.

Fertilità femminile, il 60% delle donne non ha ricevuto informazioni

L’indagine presentata durante l’incontro barese mette in evidenza una difficoltà che riguarda la diffusione delle conoscenze sulla salute riproduttiva. Secondo i risultati raccolti da Sestre, circa il 60% delle donne coinvolte nel sondaggio non ha mai ricevuto informazioni adeguate sulla fertilità nel corso del proprio percorso.

Un dato che richiama l’attenzione sulla necessità di rendere più accessibili le informazioni relative all’ovulazione, al ciclo mestruale e ai fattori che possono influire sulla possibilità di concepire.

La mancanza di occasioni strutturate di informazione può lasciare spazio a dubbi, convinzioni errate e difficoltà nell’interpretare i segnali del proprio organismo. In questo scenario, la ricerca autonoma online diventa spesso il primo tentativo per comprendere situazioni personali e individuare possibili risposte.

Nel corso dei Sestre Talks è stato richiamato anche un dato attribuito all’American Society for Reproductive Medicine, secondo cui il 59% delle giovani donne si sentirebbe scarsamente informato sulla propria fertilità. Si tratta di un riferimento che sottolinea la rilevanza internazionale del tema, pur provenendo da un contesto distinto dall’indagine condotta sulla community Sestre.

Il quadro emerso porta così al centro del dibattito il rapporto tra educazione sanitaria, prevenzione e comunicazione, evidenziando l’importanza di fornire alle donne strumenti di conoscenza chiari e accessibili.

Fertilità e intelligenza artificiale: il 70% delle intervistate ha cercato risposte online

Tra gli aspetti più significativi dell’indagine c’è il crescente ricorso all’intelligenza artificiale per ottenere informazioni sulla salute riproduttiva.

Secondo i dati diffusi da Sestre, il 70% delle intervistate ha consultato più volte strumenti di IA nell’ultimo anno per trovare risposte su fertilità, ovulazione, ricerca di una gravidanza e benessere riproduttivo.

L’intelligenza artificiale si sta quindi affermando, per una parte delle donne coinvolte, come uno dei primi strumenti utilizzati per orientarsi tra domande e dubbi personali. La possibilità di formulare quesiti in qualsiasi momento e ricevere spiegazioni immediate contribuisce a rendere queste tecnologie un punto di accesso alle informazioni.

Ma la rapidità di una risposta non coincide necessariamente con la sua attendibilità clinica. Le informazioni generate dall’IA devono essere valutate con attenzione e non possono sostituire una diagnosi, una visita ginecologica o il parere di uno specialista.

È proprio su questo equilibrio che si è concentrato il confronto promosso da Sestre: valorizzare le opportunità offerte dal digitale senza trascurare il ruolo della medicina e della ricerca scientifica.

L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza, aiutando le donne a distinguere tra informazioni generali, indicazioni verificate e situazioni che richiedono una valutazione individuale.

Integratori, alimentazione e difficoltà a concepire: ecco cosa cercano le donne

Il sondaggio ha approfondito anche gli argomenti sui quali si concentra maggiormente la ricerca di informazioni.

Il 57,1% delle intervistate ha dichiarato di cercare indicazioni su integratori, alimentazione e stili di vita, mentre il 56% ha cercato spiegazioni sulle possibili ragioni per cui una gravidanza non arriva.

Si tratta di temi che coinvolgono aspetti diversi della salute riproduttiva e che richiedono risposte calibrate sulle condizioni individuali. Alimentazione, abitudini quotidiane e integrazione nutrizionale sono infatti argomenti sui quali circolano numerose informazioni, non sempre accompagnate da adeguate spiegazioni scientifiche.

In particolare, la difficoltà a concepire può dipendere da fattori differenti, che riguardano entrambi i partner e che devono essere valutati attraverso un percorso clinico appropriato.

Dai dati emerge inoltre che circa il 40% delle partecipanti al sondaggio si è rivolto a un medico per ricevere indicazioni considerate affidabili.

Il ricorso agli strumenti digitali e la consultazione dei professionisti sanitari non sono necessariamente comportamenti alternativi. La ricerca online può rappresentare il punto di partenza per formulare domande e acquisire conoscenze generali, mentre il confronto medico consente di approfondire i singoli casi e individuare eventuali accertamenti.

Sestre Talks, Sabrina Fiorentino: «Colmare il divario informativo sulla fertilità»

A sottolineare il significato dei risultati è Sabrina Fiorentino, CEO e direttrice scientifica di Sestre, startup italiana attiva nel settore femtech e nella ricerca nutraceutica per la salute riproduttiva.

Secondo Fiorentino, la partecipazione e l’interesse registrati durante l’incontro dimostrano quanto il bisogno di informazioni sulla fertilità sia presente nella quotidianità delle donne.

La responsabile di Sestre ha evidenziato come le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale possano rappresentare un primo punto di orientamento, ma ha richiamato la necessità di affiancare a questi strumenti competenze medico-scientifiche e occasioni di ascolto.

Il progetto dei Sestre Talks nasce proprio con l’intenzione di creare uno spazio di confronto tra innovazione tecnologica, ricerca, professionisti sanitari e persone che desiderano comprendere meglio la propria salute riproduttiva.

L’iniziativa si inserisce nell’attività di Sestre, che sviluppa protocolli nutraceutici e strumenti dedicati al benessere mestruale e alla fertilità di coppia, integrando ricerca scientifica e tecnologia.

Salute riproduttiva, il ruolo dei medici e della Divisione Scientifica Sestre

Accanto al digitale, il confronto tra specialisti rimane un elemento centrale per promuovere una corretta informazione sulla fertilità.

La Divisione Scientifica Sestre riunisce una community multidisciplinare di oltre 1.000 professionisti sanitari, tra ginecologi, nutrizionisti ed endocrinologi, impegnati nell’ambito della salute riproduttiva e della medicina di genere.

La ginecologa Isamaria Loiudice, esperta in medicina della riproduzione e direttrice della clinica IVI di Bari, ha richiamato l’attenzione sulla frammentarietà delle informazioni disponibili e sulla diffusione di falsi miti relativi alla fertilità.

La specialista ha sottolineato l’importanza di accompagnare l’innovazione digitale con strumenti validati e indicazioni accessibili, ricordando che il ricorso all’intelligenza artificiale non deve sostituire il confronto con il medico.

L’informazione scientifica, in questo contesto, ha il compito di rendere comprensibili concetti complessi e aiutare le persone a individuare riferimenti clinici affidabili.

Una necessità che riguarda non soltanto le donne che desiderano una gravidanza, ma anche chi vuole conoscere meglio il proprio ciclo mestruale e affrontare con maggiore consapevolezza il benessere riproduttivo nelle diverse fasi della vita.

Dall’Università di Bari a Torino e Trinitapoli: il calendario dei Sestre Talks

Dopo l’appuntamento inaugurale all’Università di Bari del 22 settembre, il percorso dei Sestre Talks è proseguito con una serie di iniziative dedicate all’informazione, all’orientamento delle coppie e al confronto tra professionisti.

Dal 22 al 25 settembre sono state programmate consulenze multidisciplinari online, realizzate con il supporto dell’associazione In Becco alla Cicogna. L’iniziativa ha coinvolto oltre 15 medici, che hanno messo complessivamente a disposizione 20 ore per offrire orientamento alle coppie sui temi della fertilità e della salute riproduttiva.

Il 24 settembre il progetto ha fatto tappa a Torino, presso il Centro Clinico San Carlo di Ginecologia e Fecondazione Assistita, con un Open Day in presenza e oltre 20 appuntamenti di consulenza. Il team multidisciplinare ha coinvolto la dottoressa Francesca Cattaneo, la dottoressa Veronica Pacella, la dottoressa Alessia Giovannelli e il professor Giovanni Menaldo.

La conclusione del percorso è prevista per il 26 settembre con una diretta streaming dagli uffici Sestre di Trinitapoli, in programma dalle 9.30 alle 13.30.

L’incontro, dedicato al rapporto tra fertilità e futuro, riunisce professionisti della medicina della riproduzione, esperti di orientamento alle coppie, rappresentanti del mondo associativo e operatori dell’innovazione femtech.

Il confronto coinvolge, tra gli altri, la ginecologa Isamaria Loiudice, la biologa della riproduzione e seminologa Raffaella D’Orsaneo e la nutrizionista Federica Bottiglione. Accanto al panel medico-scientifico, sono previsti approfondimenti sul supporto territoriale, sulla comunicazione e sulle nuove tecnologie applicate alla salute femminile.

Fertilità femminile, più informazione e consapevolezza per affrontare il futuro

I dati presentati durante i Sestre Talks riportano l’attenzione su una questione che va oltre il singolo appuntamento o il ricorso alle nuove tecnologie: la necessità di rendere l’informazione sulla fertilità una componente più accessibile e continuativa dell’educazione alla salute.

Il fatto che tante donne cerchino autonomamente risposte attraverso il web e l’intelligenza artificiale evidenzia una domanda di conoscenza che coinvolge istituzioni, professionisti sanitari, ricerca e innovazione.

L’iniziativa promossa da Sestre punta a favorire il dialogo tra questi ambiti, creando occasioni di ascolto e confronto e promuovendo un rapporto più consapevole con la salute riproduttiva.

Perché conoscere meglio il proprio corpo significa anche poter affrontare dubbi e decisioni personali con informazioni comprensibili, fonti attendibili e il supporto di professionisti qualificati.

E proprio da questa esigenza prende forma il messaggio emerso dalla Giornata Nazionale della Fertilità: trasformare il bisogno di risposte in una maggiore cultura della salute riproduttiva, mettendo al centro le donne, la scienza e l’accesso a un’informazione corretta.