Ravulizumab approvato dalla Commissione Europea per il trattamento dell’epn

Ravulizumab approvato dalla Commissione Europea per il trattamento dell’epn

Ravulizumab, farmaco prodotto da Alexion Pharma Italy e primo e unico inibitore a lunga durata d’azione della proteina C5, ottiene l’autorizzazione all’ immissione in commercio della Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti affetti da emoglobinuria parossistica notturna (EPN), una malattia rara poco conosciuta. Ravulizumab è il primo inibitore del sistema del complemento a lunga durata

Ravulizumab, farmaco prodotto da Alexion Pharma Italy e primo e unico inibitore a lunga durata d’azione della proteina C5, ottiene l’autorizzazione all’ immissione in commercio della Commissione Europea per il trattamento di pazienti adulti affetti da emoglobinuria parossistica notturna (EPN), una malattia rara poco conosciuta.

Ravulizumab è il primo inibitore del sistema del complemento a lunga durata d’azione approvato per l’EPN che, grazie alla somministrazione ogni due mesi, riduce l’impatto del trattamento sui pazienti.

Ravulizumab ha il potenziale per diventare il nuovo standard di cura sia per pazienti naïve agli inibitori del complemento che per quelli già trattati con eculizumab.

L’EPN è una malattia grave e ultra rara che, se non trattata, può causare diversi sintomi e complicanze debilitanti, tra cui la trombosi, un disturbo che si manifesta quando all’interno di un vaso sanguigno si forma un coagulo di sangue che rallenta o ostruisce il flusso del sangue. Eventi trombotici gravi possono insorgere ovunque nell’organismo e determinare danno d’organo, ictus, infarto cardiaco e potenzialmente morte prematura.

“Oltre 10 anni dopo l’approvazione di eculizumab, ravulizumab ha significativamente dimostrato una equivalenza in termini di efficacia e sicurezza del trattamento in pazienti affetti da EPN, accompagnata da un chiaro miglioramento nella frequenza delle somministrazioni, ogni 8 settimane. – dichiara la professoressa Wilma Barcellini, Responsabile UOS Fisiopatologia delle Anemie presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
L’estensione dell’intervallo terapeutico, senza compromettere in alcun modo sicurezza ed efficacia, consente un monitoraggio clinico ottimale della malattia soprattutto per i pazienti giovani e affetti da EPN da molti anni. Questo comporta un risparmio di tempo dedicato alla cura di una malattia cronica con vantaggi lavorativi, familiari, sociali per pazienti prima vincolati alla somministrazione bisettimanale”.

L’EPN può colpire uomini e donne di ogni estrazione, razza ed età senza dare avvisaglie, con un’età media di insorgenza all’inizio dei 30 anni. Spesso la malattia non viene riconosciuta, con ritardi nella diagnosi che vanno da uno a oltre cinque anni.

“Vogliamo migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da gravi malattie rare e delle loro famiglie, permettendo loro di tenere sotto controllo più facilmente una patologia ultra-rara come l’EPN. – afferma Anna Chiara Rossi, General Manager di Alexion Pharma Italy – L’innovazione è il cuore del nostro impegno e siamo lieti di mettere ravulizumab a disposizione dei pazienti affetti da EPN, con la convinzione che possa diventare un nuovo standard di cura.
Ravulizumab ha dimostrato, infatti, un’inibizione immediata e completa della proteina C5, mantenuta costante durante le otto settimanedi intervallo di somministrazione, riducendo la frequenza degli accessi in ospedale con sole 6 o 7 infusioni annue, rispetto alle 26 con eculizumab”.

L’approvazione della Commissione Europea si basa sui risultati completi di due studi di Fase 3, recentemente pubblicati sulla rivista Blood, che rappresentano il più vasto programma di Fase 3 mai condotto sulla EPN.
In questi studi, che hanno incluso oltre 440 pazienti mai trattati prima con un inibitore del complemento 14 o con malattia stabile in trattamento con eculizumab l’efficacia di ravulizumab somministrato ogni otto settimane è risultata non-inferiore all’efficacia di eculizumab somministrato ogni due settimane per tutti gli 11 endpoint primari e secondari.
Il profilo di sicurezza di ravulizumab è risultato comparabile a quello di eculizumab.
Analisi aggiuntive hanno dimostrato che  ravulizumab fornisce un’inibizione completa e immediata della proteina C5, che si mantiene per le otto settimane che intercorrono tra le somministrazioni, e che elimina la riattivazione dell’emolisi associata a un’inibizione incompleta della proteina C5.
Ad oggi, l’intero programma di sviluppo clinico per ravulizumab nell’EPN è rappresentativo di oltre 800 pazienti/anno di esperienza.

L’agenzia statunitense del farmaco (Food and Drug Administration – FDA) ha approvato ravulizumab per pazienti adulti con EPN il 21 dicembre 2018. Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese (MHLW) ha approvato ravulizumab come trattamento per adulti con EPN il 18 giugno 2019.

Informazioni sull’emoglobinuria parossistica notturna (EPN)

L’emoglobinuria parossistica notturna (EPN) è una malattia ematologica cronica ultra rara, progressiva, debilitante epotenzialmente fatale, caratterizzata da emolisi (distruzione dei globuli rossi) mediata da un’attivazione incontrollata del sistema complemento, un componente del sistema immunitario dell’organismo.
Può colpire uomini e donne di ogni estrazione, razza ed età senza dare avvisaglie, con un’età media di insorgenza all’inizio dei 30 anni.
Spesso l’EPN non viene riconosciuta, con ritardi nella diagnosi che vanno da uno a oltre cinque anni.
I pazienti con EPN possono presentare diversi segni e sintomi, come astenia, difficoltà di deglutizione, respiro corto, dolore addominale, disfunzione erettile, urine scure e anemia.
La conseguenza più devastante dell’emolisi cronica è la trombosi, che può manifestarsi in qualunque vaso sanguigno dell’organismo, danneggiare organi vitali e causare morte prematura.
Il primo evento trombotico può essere fatale.
Nonostante lo storico utilizzo di terapie di supporto, tra cui trasfusioni e terapie anticoagulanti, dal 20 al 35% dei pazienti con EPN muore entro 5-10 anni dalla diagnosi.
I pazienti con determinati tipi di anemia emolitica, disturbi del midollo osseo e trombosi venosa o arteriosa inspiegata sono a rischio aumentato di EPN.

Informazioni su ravulizumab

Ravulizumab è il primo e unico inibitore della proteina C5 a lunga durata d’azione somministrato ogni otto settimane. È approvato nell’Unione Europea per il trattamento di pazienti adulti affetti da EPN con emolisi e uno o più sintomi clinici indicativi di elevata attività di malattia, nonché per pazienti adulti clinicamente stabili dopo il trattamento con eculizumab per almeno i sei mesi precedenti. Ravulizumab è approvato negli Stati Uniti e in Giappone come trattamento per adulti con EPN. Ravulizumab agisce bloccando l’attivazione della proteina C5 nella cascata terminale del complemento, unaparte del sistema immunitario dell’organismo. Se attivata in modo incontrollato, la cascata terminale del complemento svolge un ruolo in gravi malattie ultra rare come la EPN. Negli studi clinici di Fase 3, in pazienti con EPN naïve agli inibitori del complemento14 e pazienti con EPN stabile in trattamento con eculizumab15, il trattamento con ravulizumab per via endovenosa ogni otto settimane ha dimostrato non-inferiorità rispetto al trattamento endovenoso con eculizumab ogni due settimane per tutti gli 11 endpoint.

Ravulizumab ha ottenuto la designazione di farmaco orfano (ODD) per il trattamento di pazienti con EPN negli Stati Uniti e in Giappone.

Per ulteriori informazioni visitare il sito: https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/soliris

anna.rubinetto
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